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GIOVANNI PAOLO II – IL MUSICAL
Musiche di Alessio Benvenuti – Liriche Roberto Benvenuti
Come sarebbe stato possibile presentare la grande figura di Papa Giovanni Paolo II, Servo di Dio, in forma di musical. Questo è stato il pensiero che ci ha preoccupato per tanto tempo. Come parlare di Giovanni Paolo II, come descrivere questo Papa straordinario. Questo uomo straordinario. Non è stato affatto facile iniziare a scrivere musica e testi lirici. Ci siamo scontrati, gli autori, su molti fronti. Come doveva essere la figura del papa che ci eravamo prefissi di descrivere in un’ opera musicale moderna, ma al tempo stesso rivestita di classicità? L'idea dell'opera è nata dalla collaborazione del compositore Alessio Benvenuti con la Compagnia Teaetro Giovani di Torrita, che già stava riscuotendo successi con i musicals "Joseph e la meravigliosa tunica dei sogni in technicolor" e "Jesus Christ Superstar". Giovanni Paolo II non sarebbe stato possibile rappresentarlo come un Joseph o come un Jesus Super-rock, ed il genere Webber "Rock opera" non si addiceva al tema. Da qui l'idea del compositore di scrivere un'opera in chiave moderna ma con musica e strumentazione tipicamente classica. Alessio Benvenuti inizia a scrivere l’overture che nella meditazione della musica preparava un personaggio diverso, un papa artista, operaio, un papa che non amava il protocollo, poliglotta, circondato da amici, da giovani e con un grande amore verso la Madonna. Da qui io Roberto Benvenuti ho iniziato a scrivere le liriche del musical. Abbiamo poi pensato, per il personaggio di Karol Wojtyla, ad una voce tenorile che, secondo noi, gli avrebbe consentito di elevarsi sopra tutti gli altri personaggi.
SCENA Prima – Cracovia
(Quadro n.1) Ragazza – Cosa farà preferire ai ragazzi di oggi le opere di Shakespeare a quelle di Cechov. Ragazzo – Sarà forse che nelle opere di Shakespeare l’amore trionfa sempre. Ragazza - Eppure io amo molte le opere di Cechov. I suoi racconti mi affascinano continuamente. Nei piccoli e nei grandi personaggi trovo una grande passione per la vita. Sentimenti profondi, qualche volta perfidi intrighi, ma sempre …sempre grande poesia. Ragazzo – Forse in Shakespeare c’è il trionfo dell’uomo. L’uomo non è mai sottomesso a se stesso. Vive le passioni della vita con estrema positività. Oggi sento che molti artisti preferiscono recitare pensieri in forma libera. Ho saputo che spesso si riuniscono di nascosto per recitare e parlare in modo libero della vita in genere, ma anche della politica, della poesia e dell’amore. Ragazza – Spesso è intervenuta anche la polizia. Hanno così dovuto interrompere le loro libere commedie. La polizia, qui in Polonia, ha paura dei liberi pensatori. Degli artisti e dei poeti. Non vogliono che la gente rifletta su quanto sta realmente accadendo. Ragazzo – Anche Karol, ti ricordi di quel Karol…Karol Wojtyla, anche lui ha rischiato di essere arrestato. Ragazza – Quanto è cambiata la vita di quel Karol. Credo che abbia molto ridotta la sua attività di attore e ballerino. Ragazzo – Di lui si sentono dire cose grandi.
Scena prima – quadro n.2 (dal gruppo ragazzi e ragazze esce la narratrice che canta)
Karol Wojtyla è presentato da una narratrice (soprano) con l’aria “Veniva da lontano”, insieme al coro dei giovani
VENIVA DA LONTANO Veniva da lontano, ma subito lo hai sentito vicino. Era uno sportivo, un artista, un prete operaio. Era colto, anticonformista, non amava il protocollo.
Era uno sportivo, un artista, un prete un operaio. Ed è per questo che riceve l’affetto del mondo laico e….cristiano.
Era uno sportivo, un artista, un prete operaio, solo i tradizionalisti lo osteggiano, tutti gli altri lo amano.
Veniva da lontano, ma ci fu subito vicino “Se mi sbaglio mi corrigerete” disse alla gente che subito lo amò.
Veniva da lontano, ma ci fu subito vicino “Se mi sbaglio mi corrigerete” disse alla gente che subito lo amò.
Scena prima – quadro n.3 (gruppo di ragazzi e ragazze, come quadro 1)
Ragazza – Mi ricordo perfettamente di quel Karol. Era un buon ballerino, un attore sublime ed un poeta. Si un poeta!! Ragazzo – Eccolo….Karol il poeta. Karol Wojtyla.
Scena prima – quadro n.4 (esce dal gruppo altro narratore, amico di Karol)
Recitativo "Quel giovane errante" Ove fugge il pensiero di quel giovane errante, che ha visto assopirsi le sue brame d’amore. Lui era sempre felice, quando a sera, a teatro con amici fedeli si leggevan poesie. Era sempre felice. Il teatro fu vita e sincera poesia. Ogni giorno ed in casa di amici, si cantava l’amore. La sera.
Sfugge il destino a quell’uomo che errando, fra boschi e valli e monti e amici fraterni, si trova a Cracovia. Così ci racconta un amico di Karol….…Una sera.
Presentato da uno dei tanti amici (baritono) “Cracovia è la Sua Città”.
CRACOVIA È LA SUA CITTÀ
Comincia a percorrere la strada Gaudium et Spes Gioia e speranza Cracovia è la sua Città. Cracovia è la sua Città.
Comincia a percorrere la strada Diventa Vescovo di Ombi Ed Ausiliare a Cracovia.
Comincia a percorrere La strada Diventa Vescovo di Ombi Ed Ausiliare a Cracovia.
Nel 1964 Viene nominato Vescovo di Cracovia. Poi partecipa al Concilio Presentando la “Gaudium et Spes”.
Cracovia è la sua città Cracovia è la sua città
Paolo VI lo nomina Cardinale: Stefan Wyszynski è il suo vescovo. Cracovia è la sua Città Cracovia è la sua Città
Scena prima – quadro n.5 (ancora ragazzi come primo quadro)
Ragazza – Quanta strada, quanti cambiamenti nella vita del poeta Karol. Ragazzo – Alcuni di noi sono fuggiti dalla Polonia per lavorare in Francia, a Parigi, altri sono emigrati in America. Ragazzo – Karol ha invece seguito un’altra strada. Dio lo ha chiamato. Le campane lo hanno chiamato a percorrere un’altra strada.
Scena prima – quadro n.6 (da fuori campo arriva il Karol giovane, l’attore) – si muove fino a primissimo piano
Recitativo "Le campane suonano ancora": Vedo la gente di questa città che ha paura. Come viaggiatore senza meta, la gente corre cercando un rifugio. Corrono da me chiedendo conforto. Anche l’amore non dato può essere un torto. Anch’io nei segni di Dio cerco una meta per quel viaggio finito che chiamano vita. In questo mondo rissoso,che sprofonda nell’odio, non sento vibrare la voce di Dio.
Una voce mi chiama? Le campane suonano ancora..
Io?...Io?
VENGO DA UNA CHIESA DELL’EST
Vengo da una Chiesa dell’Est, Ero un prete combattente Di prima linea.
Dicono di me Che sono un po’ rivoluzionario, molto rivoluzionario.
Sono nella Chiesa in trincea Aperto alla speranza dei giovani…
Sono nato a Wadowice nel 1920 Da Emilia mia madre, da Karol mio Padre, Edmund mio fratello è lassù nel cielo…
Dicono di me Che sono un po’ rivoluzionario, molto rivoluzionario.
Sono nella Chiesa in trincea Aperto alla speranza dei giovani… Amo Don Mazzi, Don Dilani e Don Giussani.
Scena prima – quadro n.7 (ragazzi e ragazze già in scena iniziano il balletto dell’elezione Da Cracovia a Roma. Prima della fine della danza si mischiano ai giovani preti e cardinali). L’annuncio dell’elezione arriva in scena attraverso una radio o un vecchio televisore. Siamo sempre a Cracovia
Di seguito, il brano strumentale "Da Cracovia a Roma" segna il passaggio dalla Polonia all'Italia ed all'elezione a Papa. La narratrice poi sorretta dal coro di giovani ci racconta la sua elezione a Papa con l’aria “Giovanni Paolo divenne il suo nome”.
Scena prima – quadro n.8 – Ancora ragazzi e ragaze che parlano. Sempre a Cracovia
Ragazza – Hai sentito cosa è successo? Karol il poeta. Quello che recitava e ballava. È diventato Papa. Ragazzo – Ma sei sicura. Karol Papa? Karol Papa! Il ballerino e il poeta ?
GIOVANNI PAOLO II DIVENNE IL SUO NOME
Giovanni divenne il suo nome, Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro. La folla lo benedì Acclamando il suo nome, il mondo intero si unì intorno a LUI.
Giovanni Paolo II Missionario di Dio, Missionario d’amore Va incontro alla gente, alla gente che soffre e che vuole aiutare. Lo aiuta Maria… La strada è aperta.
Giovanni divenne il suo nome La folla lo benedice In Piazza San Pietro. La folla che acclamava il suo nome.
Giovanni Paolo II divenne il suo nome Missionario di Dio In Piazza San Pietro. La folla lo benedì Acclamando il Suo nome.
Scena prima – quadro n.9 – ragazzi e ragazze parlano dell’amico Karol. Vogliono andare a Roma a trovarlo
Ragazzo – È diventato Giovanni Paolo II – Papa. Ragazza – Il nostro amico Karol è diventato Papa. Ragazzo – Allora sarà triste, senza ballare, senza i suoi amici. Ragazza – Dobbiamo andare a Roma a trovarlo.
Scena Seconda
Scena seconda – Roma Piazza San Pietro – quadro n.10 . Moltitudine di persone in piazza. Giovanni Paolo II e l’attentato.
Irrompe L’attentato, brano strumentale per sottolineare la tragicità dell’attentato che lo segnò per tutta la vita.
Scena Seconda – Roma Piazza San Pietro – quadro n.11 – buoio sulla scena, arriva Maria SS.
Maria (Soprano) asseconda l’amore che Giovanni Paolo II aveva per Lei cantando una delicatissima aria “Dove Vai Giovanni”.
DOVE VAI GIOVANNI (Maria)
Dove vai Giovanni Sempre di corsa Giovanni Tu cerchi e dai amore.
Dove vai Giovanni Cosa cerchi Giovanni, Cosa pensi Giovanni.
Io ti seguo ogni ora, ogni momento del giorno e la notte ti do riposo.
Tu illumini Giovanni La notte degli uomini, io ti seguo ogni ora.
Di giorno e di notte Accarezzo il tuo viso, Ti stringo al mio petto.
Dove vai Giovanni, Non correre Giovanni, Dammi la tua mano.
Dove vai Giovanni,
Aspettami Giovanni. Scena Seconda – Piazza San Pietro – quadro n.12 – Arriva Giovanni Paolo II – (Scena era già buia). Una luce illumina Karol.
Il Primo atto del musical termina con un canto di Giovanni Paolo II (tenore) in cui viene ricordata la figura di Papa Luciani, dialogando poi con la Narratrice ed il coro dei giovani nel brano: “Un Angelo è caduto dal cielo”.
UN ANGELO È CADUTO DAL CIELO
Padre Nostro che sei nei cieli Sia santificato il Tuo Nome E quello di Papa Luciani Che così velocemente hai chiamato a Te.
Un Angelo è caduto dal cielo A cercar di far sereno In cielo e in terra. Hai trovato sulla terra Un pastore che Veniva da lontano. Ma subito lo hai sentito vicino.
Era uno sportivo, un artista, Un prete operaio. Era colto, anticonformista, non amava il protocollo.
Veniva da lontano, ma ci fu subito vicino: “ Se mi sbaglio mi corrigerete”, disse alla gente di Piazza San Pietro.
“Se mi sbaglio mi corrigerete” Disse alla gente che subito lo amò.
Scena seconda – quadro n.13 – I ragazzi di Cracovia sono a Roma.
Ragazza – Quante cose gli sono accadute. Quanto è faticoso fare il Papa. Ragazzo – Te lo dicevo.
Meno male che ora gli siamo vicini, a Roma. Gli siamo mancati troppo.
Noi tutti gli siamo mancati.
Secondo atto
Secondo atto. Scena seconda, secondo atto, quadro 14.
Secondo atto. Si apre con una Entracte orchestrale che ci prepara ad una scena teatrale e lirica di altissimo livello. A differenza del primo atto, frizzante e allegro, il secondo diventa più intenso e profondo, dall'incontro con i giovani del mondo e le religioni alla fine della sua vita. Alla fine dell'Entracte giovani provenienti da ogni parte del mondo cantano un’aria che descrive le proprie origini, la terra da cui provengono, le proprie esperienze. Tutti giungono a Roma, antica città del mondo, e tutti insieme cantano un inno dal pathos straordinario “Abbiamo incontrato Giovanni”.
Scena seconda, quadro 15. Ancora il gruppo di ragazzi di Cracovia Ragazzo – Pensa. Karol Wojtyla ha girato il mondo. Giovanni Paolo II ha incontro tutti i giovani del mondo. Ragazza – E tutti i giovani amano Karol. È Karol o Giovanni che amano? Forse tutti e due. Ragazzo – Immagina, sono partiti da tutti i luoghi più sperduti per raggiungere il loro amico, Giovanni o Karol che sia. Ragazza – Suvvia, partiamo anche noi ed andiamo a trovare Giovanni…..o Karol.
ABBIAMO INCONTRATO GIOVANNI
Sono partito con un grande fardello Una chitarra un libro e molta speranza E sono giunto in Piazza San Pietro A Roma …antica città del mondo.
Sono partito insieme ad un amico Anche lui aveva una chitarra e molta fede. Siamo giunti ad Assisi e trovato Molti amici…dell’amico Francesco.
Era giunto Francesco nelle mia terra Con pochi amici e molto amore. Vengo dalla terra d’Israele in Terra Santa Dove Francesco portò la sua parola.
Dalla terra del nord con altri fratelli Dove il sole era già andato a dormire. Abbiamo lasciato il nostro villaggio, Lassù era caduta abbondante la neve.
Io sono partito dalla terra dell’Est Tra grandi fiumi e immense praterie. Ho attraversato monti e foreste, ora sono A Roma…antica città del mondo.
Con una piroga ho lasciato il villaggio Altri fratelli già lo avevano fatto. Abbiamo dal cielo visto uno stivale… E Roma …antica città del mondo.
Siam giunti così tutti a Roma A Roma antica città del mondo Abbiamo incontrato un amico Abbiamo incontrato Giovanni
Ci siam tutti abbracciati a Roma Ci siamo tutti i ragazzi del mondo Abbiamo incontrato un amico. Abbiamo incontrato Giovanni
Scena seconda, quadro 16. balletto delle religioni
La scena vede ora presenti i giovani, giovani di tutte le religioni. Un balletto (brano orchestrale) che esalta l’amore e l’uguaglianza fra le genti. Alla fine ringrazia i giovani che tanto ama, poi canta un’aria dove sottolinea gli errori che la Chiesa ha commesso nel corso della sua storia: “Scelte storiche”
Scena seconda, quadro n.17 – Giovanni Paolo II, già presente in scena per il balletto ringrazia i giovani. chiede scusa per gli errori storici della Chiesa
RINGRAZIAMENTO DEL PAPA AI GIOVANI
Grazie a tutti voi giovani del mondo, grazie per l’amicizia e per l’amore, per la gioia e la forza che ogni giorno mi date.
Voi siete le sentinelle del mattino voi siete il sale della terra voi siete la luce del mondo voi siete il popolo delle Beatitudini
“Ho vissuto in prima persona la seconda guerra mondiale e sono sopravvissuto alla seconda guerra per questo ho il dovere di ricordare a tutti i più giovani a tutti quelli che non hanno avuto questa esperienza ho il dovere di dire, mai più la guerra Sappiamo tutti che non è possibile dire pace a ogni costo ma sappiamo tutti quanto è grande grandissima la nostra responsabilità” - Giovanni Paolo II (Angelus 16.3.2003)
La chiesa in passato ha commesso degli errori.. …io chiedo perdono per tutto quello che di male c’è stato e non ci dovrà più essere……
SCELTE STORICHE
Vi chiedo fratelli perdono per le sofferenze che senza ragione la Chiesa nei secoli vi ha inflitto
Io non posso tacere fratelli E mi debbo pentire. Ho una pietra nel cuore, Per ciò che la Chiesa non ha detto.
Io chiedo perdono per Auschwitz Per Hiroscima e Nagasaki, Per tutto l’amore non dato. Per tutto l’odio provato.
Sono entrato a Roma In una Sinagoga. Dure, ma giuste, Di Toaff e Saban Son state le parole.
Già con Galileo La Chiesa si sbagliò, temendo che la scienza avrebbe fatto vacillare la tradizione cattolica. Già con Galileo La Chiesa si sbagliò, ma io sono abituato ad assumermi le colpe.
Io sono abituato Ad assumermi le colpe, A capire i fratelli Delle altre religioni. A perdonare da cristiano Anche chi come Alì Mi ha fatto del male. Io ti perdono Alì.
Scena Seconda, quadro n.18. Sono ancora i giovani di Cracovia che parlano
Ragazzo – Speriamo bene. Qui il nostro amico Karol rischia la condanna della Chiesa di Roma. Ma sicuramente Dio lo accoglierà tra le sua braccia. Ragazza - Come è stato bravo Karol…Che grande coraggio ha avuto Karol. Che caro e meraviglioso amico è Giovanni.
Scena Seconda, quadro n.19. Un coro ricorda le opere di Giovanni Paolo II
Un corale a quattro voci a cappella enuncia il pensiero
di Papa Giovanni Paolo II attraverso le sue encicliche.
VERBUM IOANNEM PAULUM II
Redemptor Hominis Dives in Misericordia Laborem Exercens Slavorum Apostoli Dominum et Vivificantem Redemptoris Mater Sollicitudo rei Socialis Redemptoris Missio Centesimum Annus Veritas Splendor Evangelium Vitae Ut Unum Sint Fides et Ratio Ecclesia de Eucaristia Centesimus Annus
Scena seconda, quadro 20. L’addio di Giovanni Paolo II Il pensiero della morte è forte, ma liberatorio. Giovanni Paolo II, Servo di Dio, volge il suo pensiero indietro, alle cose fatte e a quelle non fatte. Giovanni Paolo II (baritono) canta la lirica: “Ore 21.37 Amen”
ORE 21.37 – A M E N
Amen. Così Sia. Dio Mio. Dio Mio.
Aiutami a raggiungerti In quest’ora dolce e amara.
Altissimo et Omnipotente Buon Signore. Le mie lodi sono state per Te.
Le mie lodi e la mia Gente, mi han condotto ogni giorno a te.
Da mattina a sera, con la luce e l’ oscurità Ti giunge ogni giorno la nostra preghiera.
Nello splendore della Tua luce. Dio Benedici le tue creature. A M E N
Il requiem cantato dal Coro a 4 voci insieme a quello dei giovani, introducono il finale. Qualcosa di grande è avvenuto, l’evento della morte rende Giovanni Paolo II Santo al cospetto degli uomini e di Dio. Quello che appare è l’uomo che si santifica con la morte, raggiungendo così Dio, in quel percorso terreno che ci è comune. La frase musicale ci riconduce alla meditata ouverture, quasi che la fine e il principio delle cose si tendano la mano. Come l’alfa e l’omega che danno all’uomo il senso dell’eternità.
Gesù disse: “Se coloro che vi guidano vi dicono:”Ecco, Il regno è nei cieli”, allora gli uccelli del cielo vi precederanno. Se vi dicono: “Ecco è nel mare”, allora i pesci del mare vi precederanno. Il regno è invece dentro di voi e fuori di voi. Quando conoscerete voi stessi, allora sarete conosciuti e capirete che siete figli del Padre.
Sono 19 i brani che, fra overture, arie, balletti, pezzi sinfonici e requiem compongono l’opera GIOVANNI PAOLO II – IL MUSICAL composto dal maestro Alessio Benvenuti, per le liriche di Roberto Benvenuti.
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